| I preamplificatori phono
PH3 e PH3 Special Edition hanno avuto grosso successo
fin dal tempo della loro presentazione, nel 1995
e nel 1998 (questi due meravigliosi apparecchi
sono rimasti nel nostro listino, senza alcuna
modifica, rispettivamente per nove e sei anni).
Ma con la rinascita dell’analogico che non
accenna a diminuire, sentiamo sia arrivato il
momento per far avanzare di nuovo lo stato dell’arte
nei preamplificatori phono di prezzo moderato.
Siamo quindi ben lieti di presentare il PH5, che
sostituirà il PH3 ed il PH3SE.
La disposizione dei comandi sul pannello frontale
del PH5, largo 19” (= cm 48,3) è
simile a quella dell’SP16, con un led sulla
sinistra e quattro pulsanti soft touch sulla destra
(accensione, muting, mono/stereo ed impedenza
cartuccia). Proprio così, per la prima
volta in un preamplificatore phono della serie
PH è possibile impostare il caricamento
della cartuccia alle impedenze di 47 Kohm, 1000,
500, 200 o 100 ohm premendo semplicemente un pulsante.
Non solo, i quattro pulsanti sono duplicati sul
telecomando, fornito assieme al PH5, in modo da
regolare la cartuccia comodamente seduti sulla
poltrona nel punto d’ascolto.
Immutato, rispetto al PH3 ed al PH3SE, il pannello
posteriore, che comprende una coppia d’ingressi
ed una di uscite single-ended, il contatto di
terra ed il cordone di alimentazione separabile.
Come per altri nostri prodotti recenti le maniglie
sono disponibili a parte, come opzional.
Il PH5 è un apparecchio ibrido (come lo
era il PH3) che fa uso di un nuovo stadio d’ingresso
ad alto guadagno, non invertente e con cinque
JFET per canale privi di controreazione generale.
I nuovi circuiti RIAA sono ispirati a quelli del
Reference Phono, con equalizzazione passiva alle
frequenze alte ed attiva a quelle basse, al fine
di migliorare il margine di stabilità anche
nelle condizioni più impegnative. Gli stadi
di guadagno e di uscita, non invertenti, impiegano
quattro doppi triodi 6922, mentre gli alimentatori
ad alta stabilità sono connessi a quattro
stadi di regolazione separati per tutti i filamenti
delle valvole, per la tensione anodica e per i
circuiti del microprocessore. E, come è
giusto aspettarsi da un prodotto Audio Research,
la banda passante del PH5 va da 0,7 Hz a 400 KHz
(-3 dB). Il guadagno totale è stato portato
a 57.5 dB, più che sufficiente per le cartucce
a bobina mobile a bassa uscita quando abbinate
ad uno stadio di linea appropriato.
Nei confronti del suono, il PH5 supera il PH3SE
in ogni parametro. La chiarezza dell’PH5
è meravigliosa e rende la musica più
immediata, più presente, come se i musicisti
fossero nella stanza. Noterai una maggiore risoluzione,
un numero più elevato di piccoli dettagli
ed una ritrovata abilità nel risolvere
i passaggi complessi e nel mettere in evidenza
quelli più semplici. Macro e microdinamica
sono sorprendenti e danno maggiore vitalità
alla musica, rendendola più emozionante,
più coinvolgente e più piacevole
da ascoltare. In poche parole, ti innamorerai
sicuramente di quanto questo stadio phono sia
capace di fare per la tua musica.
E' piuttosto raro che un prodotto nuovo offra
qualità e flessibilità più
elevate ad un prezzo inferiore a quello del suo
predecessore. Ma Il PH5 non verrà meno
alle attese e diventerà il nuovo riferimento
nel suo segmento di mercato, cosa che apprezzerai
la prima volta che lo sentirai nel tuo sistema.
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